Da molti anni continuo a leggere sui social e non solo persone che sostengono che gli organizzatori di feste e i gestori dei locali dovrebbero dare molto più spazio agli artisti che propongono esclusivamente canzoni proprie.
La mia domanda è semplice: se foste voi a investire i vostri soldi, a pagare artisti, impianti, service, SIAE, pubblicità e tutte le altre spese di un evento, fareste davvero la stessa scelta?
Parlare dietro una tastiera è facile. Organizzare eventi è tutta un'altra cosa.
Io lavoro in questo settore dal 1994 e so benissimo cosa significa chiudere una serata in perdita. Per questo motivo conosco una realtà che molti sembrano ignorare: la maggior parte del pubblico non esce per ascoltare canzoni sconosciute. Esce per divertirsi, cantare, emozionarsi e vivere una serata piacevole con musica che già conosce.
Questo non significa che la musica originale non abbia valore. Al contrario, è fondamentale che esista e continui a crescere. Ma un conto è il valore artistico, un altro è la sostenibilità economica di un evento.
Già negli anni '90, quando la scena musicale italiana proponeva moltissimi gruppi con repertorio originale, riempire un locale era difficile. Portare cento persone era spesso un risultato eccezionale. Oggi la concorrenza è enorme e il pubblico è ancora più selettivo.
Per questo motivo un organizzatore, nella maggior parte dei casi, sceglie spettacoli che offrano maggiori garanzie di richiamare pubblico e almeno coprire le spese. Non è una mancanza di rispetto verso gli artisti emergenti: è semplicemente una scelta imprenditoriale.
Lo stesso discorso vale per le tribute band.
Oggi ne esistono centinaia dedicate ai Nomadi, Vasco Rossi, Ligabue e molti altri artisti. Ma non basta scegliere un nome famoso per avere successo. Un tributo deve essere preparato con serietà, qualità, competenza e rispetto per l'artista. Il pubblico distingue immediatamente uno spettacolo curato da uno improvvisato.
Personalmente ritengo anche che il termine "tributo" venga spesso utilizzato in modo improprio. Per artisti ancora in piena attività, come Vasco Rossi, Ligabue, Zucchero, Marco Mengoni, Ultimo, Max Pezzali o i Måneskin, preferisco parlare di "omaggio" o "interpretazione". Sono definizioni che considero più corrette.
Chi rende omaggio a un artista può anche scegliere un abbigliamento coerente con lo spettacolo, purché non si trasformi in una semplice imitazione. L'obiettivo deve essere interpretarne lo spirito e la musica, non copiarne ogni gesto.
Fare oggi l'organizzatore di eventi è uno dei mestieri più difficili nel settore dello spettacolo. Ogni evento rappresenta un investimento e un rischio. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra qualità artistica, aspettative del pubblico e sostenibilità economica.
Le opinioni sono sempre rispettabili. Ma prima di criticare chi organizza eventi sarebbe opportuno conoscere davvero cosa significa assumersi responsabilità, investire denaro e rischiare ogni volta.
Desidero ringraziare tutti gli organizzatori di spettacoli che, in questi oltre trent'anni di attività, hanno creduto nel mio lavoro, così come tutti i miei collaboratori che hanno condiviso con me professionalità, sacrifici e passione.
Allo stesso tempo, però, non dimenticherò mai chi ha approfittato della mia fiducia. Mi riferisco a quei soggetti che, anche nel mondo delle tribute band, hanno avuto l'opportunità di lavorare grazie alla fiducia che gli è stata concessa e hanno scelto invece di comportarsi in modo scorretto. Sono esperienze che insegnano.
In oltre trent'anni di carriera posso dire di aver sbagliato soltanto tre volte nel dare fiducia a persone che, oltre a dimostrarsi poco corrette, si ritenevano anche grandi artisti. Per quanto mi riguarda, il loro percorso si è fermato lì: la porta è chiusa e non si riaprirà.
Questa esperienza mi porta a dare un consiglio a tutti gli organizzatori: fate molta attenzione a chi scegliete di far lavorare. Non fermatevi al prezzo più basso. Perché quando si compra solo in base al costo, senza valutare qualità, professionalità e serietà, il rischio di rimanere delusi è molto alto.
In fondo vale la stessa regola che si applica in qualsiasi settore: se si sceglie esclusivamente la soluzione più economica, non ci si può poi sorprendere se il risultato non è all'altezza delle aspettative. La qualità, la competenza e la correttezza hanno un valore, e chi organizza eventi dovrebbe tenerlo sempre presente.
Ricordo a tutti che una cosa è esprimere un'opinione sui social. Un'altra è organizzare un evento che funzioni davvero.
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